sabato 17 maggio 2014

Salmo 31 (30)



Questo Salmo non si differenzia molto da altri Salmi di angoscia e di speranza, di pianto e fiducia in Dio. Nello sfondo del Salmo c’è un’esperienza personale, diventando poi la preghiera esemplare di una limpida fedeltà a Dio. Gli studiosi della forma letteraria del Salmo 31 (30) riconoscono in esso un insieme di composizioni talvolta un po’ confuse ma che manifestano i sentimenti vissuti dall’orante.
Le immagini di sicurezza e stabilità che vengono attribuite a Dio, fanno riferimento al pietroso orizzonte di Gerusalemme: Dio è “fortezza”, “rocca fortificata”, “roccia”… c’è anche un riferimento al tempio (l’ombra delle ali, splendore del volto, tenda ecc.) che può essere un accenno al “rifugio” offerto dal tempio, ma soprattutto rappresenta la grande pace offerta dalla liturgia e dalla preghiera, la comunione con Dio, la liberazione e la salvezza. La simbologia del Salmo tocca poi la vita fisica e sociale dell’uomo, nelle difficili circostanze della malattia e della solitudine.
“Alle tue mani affido il mio spirito” (v. 6a – Mi affido alle tue mani).
Le mani di Dio sono mani che creano, che accolgono, proteggono, benedicono, guariscono… l’orante mette nelle mani di Dio il bene più prezioso che ha, il suo spirito. Nell’invocazione ripetuta sulla croce, Gesù si rivolge al “Padre”, esprimendo così la certezza che per lui la morte non è l’ultima realtà, ma che egli attende la vita. Il martire Stefano inizia la stessa preghiera rivolgendosi al “Signore Gesù”, mostrando così la continuità e la solidarietà con il Signore nella vita del discepolo fedele.
Fin dall’antico Israele e tuttora nella nostra quotidiana preghiera di compieta, questo versetto invita all’abbandono in Dio nel giungere della notte e del sonno fisico, segno di un’altra notte e di un altro sonno.


In te, Signore, mi sono rifugiato,

mai sarò deluso;
per la tua giustizia salvami.
Porgi a me l’orecchio,
vieni presto a liberarmi.
Sii per me la rupe che mi accoglie
La cinta di riparo che mi salva.
Tu sei la mia roccia e il mio baluardo
per il tuo nome dirigi i miei passi.
Scioglimi dal laccio che mi hanno teso,
perché sei tu la mia difesa.
Mi affido alle tue mani;
tu mi riscatti, Signore, Dio fedele.

Quanto è grande la tua bontà, Signore!
La riservi per coloro che ti temono,
ne ricolmi chi in te si rifugia
davanti agli occhi di tutti.
Tu li nascondi al riparo del tuo volto,
lontano dagli intrighi degli uomini;
li metti al sicuro nella tua tenda,
lontano dalla rissa delle lingue.
Benedetto il Signore,
che ha fatto per me meraviglie di grazia
in una fortezza inaccessibile.
Io dicevo, nel mio sgomento:
“Sono escluso dalla tua presenza”.
Tu invece hai ascoltato la voce della mia preghiera
quando a te gridavo aiuto.
Amate il Signore, voi tutti suoi santi;
il Signore protegge i suoi fedeli
e ripaga oltre misura l’orgoglioso
Siate forti, riprendete coraggio
o voi tutti che sperate nel Signore.
 

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